lunedì 29 ottobre 2012

Omicidio


Ragazze,notizia sconvolgente.
Giulia, Giuggiola_97 ha detto che nella sua scuola,c'era una ragazza di nome Carmela Petrucci,con la sua sorella Lucia.L'ex di Lucia la seguì fino a casa,e con una sorpresa lo vide a casa sua con in mano un coltello.
Dopo "Un interrogatorio" dall'ex,la voleva accoltellare,ma Carmale la difendò,avendo il peggio.
Carmela la ritrovarono sulle scale e con il sangue,morta.
Il ragazzo fu arrestato durante la fuga,per fortuna,ma Carmela,ha avuto davvero il peggio,e per difendere una sorella,voi lo fareste?Dare la vita per una sorella,è molto commovente,ma nello stesso tempo rischioso.
Abitavano a Palermo.Lucia è stata ritrovata con 2O COLTELLATE.Carmela aveva un anno in meno di Lucia.
Quante coltellate?
Due coltellate alla gola che le hanno tranciato la carotide. Carmela Petrucci, 17 anni, è morta così: sgozzata. Lo ha appurato l'autopsia. Mentre stramazzava per le scale, in una pozza di sangue, la sorella Lucia, 18 anni, è stata colpita da una ventina di fendenti sul collo, sull'addome, sull'inguine, sulle labbra e sulla lingua. Colpi "lineari", quasi fossero stati provocati da un bisturi. In realtà l'arma usata da Samuele Caruso, 23 anni, che ha confessato il delitto dopo tre ore di interrogatorio, è un coltello "butterfly", una lama estremamente tagliente, ritrovata dalla polizia nel motorino dell'assassino, catturato mentre tentava la fuga su un treno.
Ecco cosa ho letto su Questo sito. :

La storia di Lucia e Carmela Petrucci, le due sorelle accoltellate a Palermo. Quella di Pasquale, assassinato per errore. Fabrizio Corona che fa il crocerossino, il miracolo di suor Luigina Traverso e l’intervista ad Antonio Ricci di Striscia la notizia… Le altre storie su Visto n°44

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 Cronaca, miracoli attesi e miracoli osservati


Carmela Petrucci, pugnalata da un ragazzo invaghito di sua sorella e Pasquale Romano, assassinato per errore.
La scena può ricordare un filmaccio di quelli più violenti, ma è tutto tragicamente vero: Carmela Petrucci, 17 anni, è riversa senza vita in una pozza di sangue nell’androne del suo palazzo diPalermoLucia, sua sorella, un solo anno di più, è accanto a lei, porta il segno di venti coltellate, ma è ancora viva e si salverà, di lì a poco, in una stanza di rianimazione dell’ospedale “Cervello” della città siciliana. A colpirle è stato Samuele Caruso, 23 anni, invaghito di Lucia e deciso a vendicare l’affronto di essere respinto. Si avventa su Lucia, ma la sorellina si mette in mezzo, per difenderla, e si prende le coltellate mortali.  Con un filo di voce, sotto choc,Lucia adesso la racconta così: <<È stato Samuele, mi minacciava, mi perseguitava, mi mandava quei messaggi, ma non pensavo che arrivasse a tanto. Lui ci ha aggredite. Era una furia. Ci ha sorprese nell’androne e, senza dire una parola, con il coltello in pugno, si è avventato contro di noi>>. Sono proprio queste le poche parole che Lucia ha trovato la forza di pronunciare dal suo letto d’ospedale, per ricostruire quei tragici momenti. Lucia e Carmela, giovani, belle, solari, unite, anzi inseparabili. Carmela amava sua sorella e voleva proteggerla dalle coltellate di Samuele, e per questo è finita sgozzata. Samuele, detto “tigrotto”, era pazzo di Lucia. L’aveva conosciuta otto mesi fa su Facebook e si era infatuato di lei. Abbiamo deciso di raccontare questa storia su Visto n°44 insieme ad un altro fatto di cronaca.
<<Volevamo sposarci e invece abbiamo celebrato un funerale>>. Rosanna Ferrigno non piange, ma la voce tradisce l’emozione e dà forza alla disperazione che sale fino alla gola. Nel santuario di San Biagio a Cardito, in provincia di Napoli, dove una folla di duemila persone si è ritrovata per dare l’ultimo saluto al suo fidanzato scambiato per un camorrista e massacrato con quattordici colpi di pistola la sera del 15 ottobre scorso proprio sotto casa sua, a piazza Marianella, alla periferia Nord di Napoli. Mille e più mani la cercano per portarle una carezza, nell’inutile tentativo di darle conforto. Ma Rosanna sembra non accorgersi dell’affetto che la circonda: lo sguardo perso nei ricordi e nel dolore, sussurra poche parole stringendo a sé il sindaco di Cardito, Giuseppe Cirillo, amico del suo Lino, come affettuosamente chiamavaPasquale Romano, 30 anni, operaio e suo promesso sposo.  <<È passato sotto casa mia prima di andare a giocare a calcetto: il killer della camorra lo ha confuso col suo vero obiettivo, un pregiudicato che abita in questo stesso palazzo, e lo ha freddato senza pietà, con me di sopra che sentivo gli spari…», racconta Rosanna Ferrigno su Visto n°44.

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